Divisione ereditaria

La divisione ereditaria può avvenire attraverso un contratto in caso di accordo tra gli eredi. L'azione di divisione ereditaria giudiziale prevede tre fasi.

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divisione ereditaria

La divisione ereditaria è uno degli strumenti che il nostro ordinamento fornisce al fine di far cessare la comunione ereditaria. La divisione tra eredi può essere effettuata o attraverso un contratto, qualora vi sia accordo tra loro, ovvero per via giudiziaria.

La divisione ereditaria: patrimonio e divisione beni ereditari

L’azione di divisione ereditaria ha ad oggetto l’intero patrimonio ereditario. Tuttavia, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che è possibile procedere ad una divisione patrimoniale anche parziale se vi è accordo tra le parti ovvero quando tale divisione parziale costituisce domanda giudiziale.

È stata ritenuta possibile anche la divisione unitaria di più masse ereditarie provenienti da titoli diversi, ove vi sia il consenso di tutti i condividenti (Cass. n. 18910/2020), dovendosi altrimenti procedere ad una divisione per ogni massa ereditaria (Cass. n. 15764/2020).

L’art. 713 del codice civile disciplina espressamente la facoltà, in capo ai coeredi, di domandare e procedere con l’atto di divisione ereditaria.

Il diritto del coerede di chiedere la divisione non si estingue mai per prescrizione.

Atto divisione ereditaria: chi può richiederlo e quando

Legittimato a chiedere la divisione ereditaria è chi ha già conseguito la qualità di erede, accettando l’eredità in maniera espressa o tacita. Pertanto, l’erede che sia stato pretermesso acquista la qualità di erede soltanto dopo il positivo esercizio dell’azione di riduzione e quindi, prima di questo momento, non può chiedere la divisione ereditaria (Cass. n. 368/2010).

Divisione patrimonio ereditario e limiti espressi dal testatore

Come sancito dall’art. 713 c.c. al secondo, terzo e quarto comma, il testatore può prevedere delle limitazioni al diritto di chiedere la divisione. Quando, infatti, tutti o alcuni degli eredi sono minori di età, il testatore può contemplare l’ipotesi che non si provveda alla divisione prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età dell’ultimo nato e, anche in assenza di eredi minorenni, che la divisione dell’eredità o di alcuni beni di essa non abbia luogo prima che sia trascorso dalla sua morte un termine non eccedente il quinquennio.

In entrambi i casi, qualora gravi circostanze lo richiedano, uno o più coeredi può richiedere all’Autorità Giudiziaria di consentire che la divisione si effettui subito ovvero che venga fissato un termine minore di quello stabilito dal testatore.

La divisione, in ogni caso, sia che avvenga per accordo, sia che avvenga per via giudiziaria, ha effetto retroattivo, in forza del quale ciascun condividente deve considerarsi titolare dei beni all’apertura della successione di morte.

Divisione ereditaria e le 3 fasi in giudizio

Per quanto riguarda il giudizio di divisione da svolgersi in Tribunale, esso si attua attraverso tre fasi fondamentali:

  • assificazione: fase volta ad individuare l’esatta quantificazione del patrimonio ereditario;
  • formazione delle quote in base allo schema dell’asse ereditario:
  • attribuzione ai singoli coeredi (in presenza di quote uguali avviene mediante sorteggio).

Questa sequenza è progressiva, quindi il coerede non può chiedere direttamente l’attribuzione.

Divisione asse ereditario e fabbricati abusivi

Si segnala un’importante pronuncia della Suprema Corte. Come chiarito infatti dalle Sezioni Unite (Cass., S.U., n. 25021/2019) quando sia proposta domanda di scioglimento della comunione (ordinaria o ereditaria che sia), il giudice non può disporre la divisione che abbia ad oggetto un fabbricato abusivo o parti di esso in assenza della dichiarazione circa gli estremi della concessione edilizia. come richiesti dal d.P.R. n. 380/2001, costituendo la regolarità edilizia del fabbricato condizione essenziale dell’azione di divisione giudiziale.

Ogni coerede ha diritto di chiedere e ottenere lo scioglimento giudiziale della comunione ereditaria per l’intero complesso degli altri beni ereditari, con la sola esclusione degli edifici abusivi, anche ove non vi sia il consenso degli altri.

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