Donazione indiretta

Cosa si intende per donazione indiretta e quali sono le caratteristiche che la distinguono dalla donazione tipica o diretta di denaro e immobili.

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donazione indiretta

La donazione indiretta si identifica con ogni negozio che, pur non avendo la forma della donazione, sia mosso da un fine di liberalità e abbia l’effetto di arricchire gratuitamente il beneficiario. L’intenzione di donare emerge dunque soltanto indirettamente dal rigoroso esame di tutte le circostanze del caso concreto.

Donazione indiretta: caratteristiche

In altre parole, nella donazione indiretta la liberalità si opera, invece che attraverso il negozio tipico di donazione, mediante il compimento di un atto che, pur conservando la forma e la causa ad esso propria, realizza in via mediata l’effetto dell’arricchimento del destinatario. Ne consegue che la forma del negozio resta disciplinata dalle regole sue proprie, non accedendo ai formalismi e ai garantismi propri della donazione diretta.

Quando le circostanze di fatto portano a ritenere che possa trattarsi di donazione indiretta opera l’art. 809 c.c., secondo cui le liberalità che risultino da atti diversi dalla donazione sono soggette alle stesse norme che regolano la revocazione delle donazioni e a quelle sulla riduzione per integrare la quota dei legittimari.

A differenza della donazione diretta, le altre forme di liberalità seguono le forme che sono loro proprie, fatto salvo il richiamo alla norma di chiusura di cui all’art. 809 c.c., che persegue dunque finalità di ordine pubblico, che ne giustificano l’applicazione estensiva.

Alle liberalità anzidette non si applicano tutte le altre disposizioni non espressamente richiamate (Cass. n. 13684/2014). Non si applica, quindi, in particolare, la disciplina di cui all’art. 782, che prescrive per la donazione “tipica” la forma dell’atto pubblico a pena di nullità, essendo sufficiente per le donazioni indirette l’osservanza delle forme prescritte per il negozio utilizzato per realizzare lo scopo di liberalità (Cass. n. 14197/2013).

Ma per comprendere meglio di che si tratta è utile richiamare dei casi pratici.

Assicurazione sulla vita come donazione indiretta denaro

L’assicurazione sulla vita stipulata a beneficio di terzi può ad esempio integrare i requisiti della donazione indiretta, laddove non vi siano rapporti pregressi tra assicurato e beneficiario; l’assenza di qualsivoglia legame di carattere economico tra assicurato e beneficiario è infatti indice della possibile sussistenza dello spirito di liberalità, che però deve essere provata.

Negotium mixtum cum donatione come donazione indiretta di denaro

Realizza una forma di donazione indiretta, secondo la giurisprudenza di legittimità, il c.d. negotium mixtum cum donatione, che ricorre quando le parti danno volutamente vita ad un negozio caratterizzato dalla sproporzione tra le prestazioni corrispettive, al fine di beneficiare una di esse: in tal caso, infatti, la causa del contratto ha natura onerosa ma il negozio stipulato dai contraenti ha la finalità di raggiungere, per via indiretta, una finalità diversa e ulteriore rispetto a quella dello scambio, consistente nell’arricchimento, per puro spirito di liberalità, di quello dei contraenti che riceve la prestazione di maggior valore (Cass. n. 1955/2007).

Si è chiarito, tuttavia, che la vendita ad un prezzo inferiore a quello effettivo non realizza, di per se stessa, un negotium mixtum cum donatione, essendo necessario non solo che sussista una sproporzione tra le prestazioni ma anche che questa sia d’entità significativa, ed, inoltre, che la parte che vende sia stata consapevole dell’insufficienza del corrispettivo percepito rispetto al valore del bene ceduto, abbia malgrado ciò voluto il trasferimento della proprietà e l’abbia voluto allo specifico fine d’arricchire la controparte acquirente della differenza tra il detto valore e la minore entità del corrispettivo (Cass. n. 14799/2014; Cass. n. 10614/2016).

Donazione indiretta acquisto immobile

Altra figura di donazione indiretta delineata dalla giurisprudenza riguarda l’intestazione ad un terzo di un bene acquistato con denaro proprio del disponente (donazione di immobile). In tal caso, infatti, si configura la donazione indiretta di immobile e non una donazione diretta del denaro impiegato per l’acquisto, per cui, ad esempio, in caso di collazione, secondo le previsioni dell’art. 737, il conferimento deve avere ad oggetto l’immobile e non il denaro (Cass. n. 17604/2015; Cass. n. 9379/2020).

Nell’ipotesi in cui un immobile venga acquistato con denaro proprio di un soggetto ed intestato al coniuge del disponente, la compravendita così realizzatasi è riconducibile all’ambito della donazione indiretta, così come sono ad essa riconducibili, finché dura il matrimonio, i conferimenti patrimoniali eseguiti spontaneamente dal donante, vòlti a finanziare, ad esempio, lavori nell’immobile, giacché tali conferimenti hanno la stessa causa della donazione indiretta (Corte appello Milano sez. II, 22/12/2021, n.3702).

In caso, invece, di dazione di una somma di denaro ai fini dell’acquisto di un immobile da parte del beneficiario, ricorre una donazione indiretta d’immobile solo ove la dazione sia effettuata quale mezzo per l’unico e specifico fine dell’acquisto del bene, dovendosi altrimenti ravvisare soltanto una donazione diretta del denaro elargito, per quanto poi successivamente utilizzato in un acquisto immobiliare (Cass. n. 18541/2014).

In merito, può essere utile sapere che l’acquirente di un bene immobile oggetto di donazione indiretta è al riparo da ogni pretesa restitutoria da parte di eventuali legittimari lesi, infatti nella donazione indiretta poiché̀ l’azione di riduzione «non mette in discussione la titolarità̀ del bene, il valore dell’investimento finanziato con la donazione indiretta dev’essere ottenuto dal legittimario leso con le modalità̀ tipiche del diritto di credito.

Donazione indiretta immobile solo su una parte del bene

Controverso è se possa configurarsi la donazione indiretta dell’immobile quando il donante paghi soltanto una parte del prezzo del bene. Si è di recente affermata la tesi, secondo cui, anche il pagamento parziale può configurare donazione indiretta laddove sia dimostrato lo specifico collegamento tra dazione e successivo impiego delle somme, dovendo, in tal caso, individuarsi l’oggetto della liberalità nella percentuale di proprietà del bene acquistato pari alla quota di prezzo corrisposta con la provvista fornita dal donante (Cass. n. 10759/2019).

Donazione indiretta forma di rinuncia

Costituiscono, altresì, donazione indiretta: la rinunzia alla quota di comproprietà di un bene, fatta in modo da avvantaggiare in via riflessa tutti gli altri comproprietari (Cass. n. 3819/2015); la cessione gratuita di quote di una cooperativa edilizia finalizzata all’assegnazione dell’alloggio in favore del cessionario (fattispecie che integra una donazione indiretta dell’alloggio stesso, soggetta alla morte del donante a collazione ereditaria ai sensi dell’art. 746: Cass. n., 56/2014).

Donazioni indirette di denaro tramite cointestazione

La cointestazione di buoni postali fruttiferi operata da un genitore per ripartire fra i figli anticipatamente le proprie sostanze, ove sia accertata l’esistenza dell’«animus donandi» (Cass. n. 10991/2013) è anch’essa ricompresa nelle donazioni indirette.

Casi non compresi nelle donazioni indirette

Non costituiscono, invece, donazioni indirette, per espressa previsione, le liberalità di uso di cui all’art. 770, comma 2, e quelle non soggette a collazione ai sensi dell’art. 742 (le spese di mantenimento e di educazione e quelle sostenute per malattia, nonché le spese ordinarie fatte per abbigliamento e per nozze e quelle per corredo nuziale e per istruzione artistica o professionale che non eccedano notevolmente la misura ordinaria).

Come chiarito, poi, dalle Sezioni Unite, il trasferimento per spirito di liberalità di strumenti finanziari dal conto di deposito titoli del beneficiante a quello del beneficiario realizzato a mezzo banca, attraverso l’esecuzione di un ordine di bancogiro impartito dal disponente, non rientra tra le donazioni indirette, ma configura una donazione tipica ad esecuzione indiretta; ne deriva che la stabilità dell’attribuzione patrimoniale presuppone la stipulazione dell’atto pubblico di donazione tra beneficiante e beneficiario, salvo che ricorra l’ipotesi della donazione di modico valore (Cass. n. 18725/2017).

Ancor più di recente si è chiarito che anche la rinuncia a un diritto, se fatta allo scopo di avvantaggiare un terzo, può importare donazione indiretta, purché fra donazione e arricchimento sussista un nesso di causalità diretta (Cass. n. 15666/2019).

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