Successione di morte

Come fare la successione di morte? Le successioni in caso di morte sono pratiche necessarie che in certi casi necessitano della consulenza di un esperto.

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successione di morte

La successione di morte è un istituto con cui tutti avranno prima o poi a che fare in caso di morte di un parente o una persona cara.

Quando si affrontano questi momenti c’è sempre bisogno di tempo per affrontare i sentimenti derivanti dalla perdita, ma occorre anche provvedere a tante questioni di carattere materiale ed economico che la riguardavano: le successioni di morte appunto sono tra queste.

Atto successione di morte

Siccome la persona scomparsa (anche detto “de cuius”) non può più decidere delle sue cose la legge prevede che ci siano delle altre persone a succedergli nella gestione dei suoi affari o nella gestione delle sue proprietà.

Si apre cioè la pratica di successione ereditaria al momento della sua morte nel luogo in cui è venuto a mancare. Una successione è, secondo le parole usate dal diritto, sempre una successione per decesso o in caso di morte. E le persone che vengono a succedergli nelle attività ma anche nelle passività sono gli eredi universali.

Successione morte: gli eredi universali

Gli eredi universali vengono chiamati in questo modo perché – se si pensa che una persona possa avere tanti affari in piedi al momento della sua scomparsa, tante proprietà oppure tanti impegni – gli eredi che accettano l’eredità entrano integralmente nell’universo del defunto in tutti gli aspetti positivi e negativi esistenti in vita.

Spesso non è facile trovare chi siano gli eredi o capire, in caso di testamento, se la persona cara defunta abbia deciso di indicare una persona come erede o come solo legatario.

Pratiche successorie: differenza tra erede e legatario

La differenza tra erede e legatario non è poca. L’erede, infatti, arriva proprio a sostituire in tutto e per tutto la persona scomparsa. Il legatario è invece una persona a cui la persona defunta ha deciso con una disposizione testamentaria di “legare” un singolo bene o dei soldi, come se appunto gli ‘attaccasse’ una cosa addosso che poi la persona beneficiata è libera di portarsi via senza pensare al resto dell’eredità con tutti i suoi aspetti.

La differenza si nota anche nel fatto che, mentre l’erede deve compiere alcune formalità che fanno parte delle pratiche di successione per diventare proprietario dei singoli beni che compongono l’eredità (accettazione, dichiarazione di successione, ecc.), per legge il legatario diviene subito proprietario del bene “legato” presente nella massa ereditaria e può solo decidere di rifiutarlo per proprie ragioni con un formale atto dal notaio.

La successione di morte e il testamento

Interpretare la volontà della persona scomparsa espressa in un testamento non è facile perché può capitare ad esempio che il testatore abbia scritto di voler designare una persona come erede o come legatario quando invece intendeva il contrario.

Quindi, certe volte, quando gli eredi potenziali (perché non si sono ancora trovati o perché non hanno ancora deciso se accettare l’eredità o perché non si capisce bene se siano legatari o eredi nel testamento) non sono voluti o potuti entrare nell’universo della persona defunta, sostituendola integralmente con l’accettazione, nasce l’esigenza di amministrare i beni dell’eredità. In tal caso è possibile far nominare un curatore dal tribunale che provvede a gestire tutte le questioni economiche della cosiddetta eredità giacente, perché la massa ereditaria giace in attesa che gli eredi la accettino, incominciando a prendersene cura, o decidano di rinunciarci.

In ogni caso, è importante che quando si decida di disporre dei propri beni ereditari con una pianificazione successoria si faccia attenzione a cosa si scrive in un testamento (specialmente in un testamento olografo) per evitare incomprensioni e litigi.

Dall’altro lato la gestione dell’eredità può essere molto complessa e richiedere la consulenza di un esperto è una decisione saggia. Questa evita molti problemi e la necessità che qualche erede, vedendosi danneggiato, si veda costretto ad impugnare il testamento.

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